LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE

COSA DEVE FARE IL NUTRIZIONISTA CLINICO:

Gli obiettivi della riabilitazione psico-nutrizionale, in ordine di priorità, sono quelli di affrontare la restrizione dietetica e di normalizzare lo stato di nutrizione attraverso il ricorso a pasti assistiti se la paziente è in regime di ricovero o Day Hospital, o per mezzo di un contratto dietetico condiviso se la paziente è in regime ambulatoriale 

È da preferire la riabilitazione nutrizionale con cibi naturali, ma non può essere escluso l’utilizzo di  d’integrazione alimentare con prodotti-formula (Nutricia, Abbott, Nestle' ecc)  che ha il vantaggio di avere un "quantum nutrizionale" ben preciso ed una compliance "dicotomica" nel senso che è facile capire se lo si assume o non lo si  assume, mentre invece con il cibo "naturale" la valutazione dell' adesione ad un minimo calorico diventa una palude di tattiche ostative-elusive da cui non è facile uscire.  

È necessario quindi stabilire tra équipe curante e paziente un “contratto terapeutico” chiaro e comprensibile che stabilisca procedure e obiettivi condivisi. Se il paziente non aderisce al programma nutrizionale stabilito, va valutata la possibilità di trasferimento in un reparto per acuti.

È necessario che l’intervento sia compreso dal paziente – e in caso di minori dai genitori – come fondamentale per recuperare uno stato di nutrizione adeguato a evitare complicanze organiche e per beneficiare al meglio degli interventi farmacologici e/o psicoterapeutici.
In sede di ricovero in reparti adeguati ed in pazienti gravi, si potrà ricorrere a procedure di nutrizione artificiale, valutando insieme al paziente i benefici ed i rischi, garantendo sempre l' opzione del cibo naturale (quando non controindicato).