COSA FACCIAMO: IL RUOLO INTERNISTICO NUTRIZIONALE

LA VALUTAZIONE NUTRIZIONALE E LA DEFINIZIONE DEL RISCHIO


La valutazione nutrizionale, nei disturbi alimentari è uno degli elementi fondamentali per stabilire il setting di intervento terapeutico ed è appannaggio di nutrizionisti clinici esperti.

 L' Intervento Internistico-Nutrizionale è  finalizzato al controllo periodico di:

• Condizioni organiche
• Condizioni cardiache
• ECG
• Parametri ematologici e biochimici

L' Intervento Nutrizionale è finalizzato:

  • Al contratto terapeutico, con una definizione del piano alimentare e all' indicazione di stili alimentari alternativi.
  • Al controllo periodico del peso  e dello stato di denutrizione
  • Alla correzione dei dati biologici alterati con farmaci ed integratori

RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE

È indispensabile che la riabilitazione nutrizionale sia preceduta da una rigorosa valutazione nutrizionale che non tenga conto solo del BMI, ma che si avvalga di indici di malnutrizione biochimici (ad es. transferrinemia, albuminemia, ecc.) e strumentali al fine di valutare il grado di idratazione e il metabolismo a riposo (impedenziometria e calorimetria indiretta), utilizzabili anche nel follow-up nutrizionale del paziente.

La riabilitazione nutrizionale è indicata a tutti i livelli di trattamento per il recupero ponderale, la ristrutturazione dei pattern alimentari, il raggiungimento di una percezione normale delle sensazioni di fame e sazietà e la correzione di tutte le conseguenze biologiche e psichiche
della malnutrizione.

Gli obiettivi della riabilitazione psico-nutrizionale, in ordine di priorità, sono quelli di affrontare la restrizione dietetica e di normalizzare lo stato di nutrizione attraverso il ricorso a pasti assistiti. È da preferire la riabilitazione nutrizionale con cibi naturali, ma non può essere escluso l’utilizzo di formule d’integrazione alimentare.

È necessario stabilire tra équipe curante e paziente un “contratto terapeutico” chiaro e comprensibile che stabilisca procedure e obiettivi condivisi. Se il paziente non aderisce al programma nutrizionale stabilito, va valutata la possibilità di trasferimento in un reparto per acuti.
È necessario che l’intervento sia compreso dal paziente – e in caso di minori dai genitori – come fondamentale per recuperare uno stato di nutrizione adeguato a evitare complicanze organiche e per beneficiare al meglio degli interventi farmacologici e/o psicoterapeutici.

COSA GUARDARE

È necessario un esame obiettivo completo e accurato con particolare attenzione a:
 
• Presenza di vomito autoindotto
• Uso/abuso di lassativi
• Uso/abuso di diuretici
• Restrizione alimentare
• Presenza di complicanze internistiche e rischio organico
• Registrazione della frequenza cardiaca da seduto e in piedi
• Storia clinica di astenia, palpitazioni, crisi lipotimiche, cefalea, caviglie edema arti inferiori
• Alterazione del ciclo mestruale
• Segni dermatologici di malnutrizione o di vomito autoindotto (lanugo, ipercarotenemia, segno di Russel)
• Ipertrofia delle parotidi
• Segni di autolesionismo
• Erosione dello smalto dei denti
• Storia familiare di DA e/o obesità

Valutazione della dieta
 
Deve essere condotta un’anamnesi dietetica e devono essere indagati:
• Perdita di peso
• Intake quali-quantitativo di nutrienti e bilancio
• Modalità di assunzione dei pasti
• Storia dei comportamenti alimentari e del peso
• Peso
• Altezza
• BMI
• Pattern di crescita
• Esame della composizione corporea
 
Gli esami di laboratorio necessari a identificare il rischio organico in un paziente con  Distubo alimentare (AN, BN o DAI) sono i seguenti:

• Potassiemia
• Creatinemia
• Azotemia
• Sodiemia
• Glicemia
• Amilasemia
• Fosfatasemia
• GOT e GPT
• Prealbumina – albumina sierica
• Emocromo completo
• ECG con valutazione QTC
• MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) nei casi di amenorrea>6 mesi

Esistono condizioni che, determinando un rilevante rischio fisico non critico, possono rendere inappropriato il trattamento ambulatoriale
Vengono considerati a questo fine i seguenti parametri
:
 
• Peso corporeo molto basso (indice di massa corporea ≤ 14 kg/m2)
• Rapida perdita di peso corporeo (> 1 kg a settimana per almeno 6 settimane)
• Ipopotassiemia
• Iposodiemia
• Ipoglicemia
• Marcata ipotermia
• Elevata frequenza di vomito autoindotto;
• Ipotensione
• Ipotensione posturale
• Elevata frequenza di uso improprio di lassativi e/o diuretici
• Elevata frequenza di esercizio fisico eccessivo e compulsivo in una condizione di indice di massa corporea < 17,5 kg/m2